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Il Progetto Policoro

Il Progetto Policoro nasce immediatamente dopo il III Convegno
ecclesiale di Palermo con un incontro tra i rappresentanti diocesani
delle tre pastorali (lavoro, giovani e caritas) della Calabria,
Basilicata e Puglia a Policoro (MT) nel dicembre del 1995. Il
coordinamento si allarga ben presto alla Campania e al Molise e l’anno
seguente (autunno 1996) alla Sicilia e alla Sardegna.
L’obiettivo del Progetto
Policoro è quello di:
- offrire alle Chiese locali strumenti e opportunità per
affrontare il problema della disoccupazione giovanile in una
prospettiva di evangelizzazione e di promozione umana
- aiutare le Chiese ad interagire tra di loro con spirito di
solidarietà e di reciprocità;
- stimolare le varie pastorali e le aggregazioni laicali di
ispirazione cristiana a lavorare “a rete” in un’ottica di sinergia e di
collaborazione reciproca.
Le linee di intervento che
vengono individuate sono:
1. una nuova modalità di lavoro in sinergia tra pastorali e
forze laicali;
2. l’evangelizzazione dei giovani disoccupati o in situazione
irregolare di lavoro;
3. la formazione delle coscienze e della mentalità per una nuova
concezione del lavoro;
4. i gesti concreti di solidarietà e i rapporti di
reciprocità tra le Chiese.
1. Una nuova modalità di lavoro
in sinergia tra pastorali e forze laicali
Si è cercato di costituire, a livello nazionale, regionale e
diocesano un coordinamento formato dai rappresentanti delle tre
pastorali e dalle forze sociali di ispirazione cristiana disponibili a
collaborare al progetto secondo le linee individuate.
A livello nazionale, a Roma, si ritrovano regolarmente i Coordinatori
regionali del progetto e la Filiera delle aggregazioni laicali
impegnate nell’evangelizzazione (Mlac, Giovani delle Acli, GiOC,
Agesci) e quelle operanti nel sociale e nel mondo del lavoro
(Confcooperative, Cenasca-Cisl, Unci, Acli, banca etica, Ucid,
Volontariato-senior... con la partecipazione della Società per
l’imprenditorialità giovanile).
2. L’evangelizzazione dei giovani
disoccupati o in situazione irregolare di lavoro
Nell’esperienza del progetto Policoro la proposta di evangelizzazione
nei confronti dei giovani disoccupati costituisce il punto di partenza
dell’impegno, quello che caratterizza tutta la sollecitudine pastorale
nei confronti di quanti vivono il dramma della mancanza di lavoro o la
situazione dei “cattivi lavori”.
Va facendosi strada lentamente nella coscienza che l’uomo ha bisogno di
accogliere una Parola che lo salva, gli apra la vita al dono della
fede, faccia spazio alla contemplazione del mistero di Dio e che
l’incontro autentico con Gesù è sempre fonte di
rinnovamento e chiamata alla responsabilità anche nella vita
concreta e in quella del lavoro.
Tale impegno di evangelizzazione aiuta a maturare la consapevolezza che
il cristiano non vive la propria vita come risposta alle emergenze che
incontra, ma come fedeltà al Signore che chiama ad alzarsi in
ogni situazione, a stare in piedi, camminando secondo la sua Parola e
confidando nella sua promessa. Non si tratta certo di un atteggiamento
fideistico o di rassegnazione, ma di una piena assunzione della propria
condizione di vita - anche quando si rivela difficile e contrariata -
nella prospettiva della fede, della speranza e della carità
cristiana.
Secondo queste indicazioni si è insistito affinché i vari
coordinamenti regionali organizzassero momenti di formazione per
animatori della pastorale giovanile in grado di diffondere questa
particolare attenzione pastorale nei confronti dei giovani in cerca di
lavoro o con esperienze negative di lavoro.
3. La formazione delle coscienze e
della mentalità per una nuova concezione del lavoro
Il progetto Policoro ha dato ampio spazio al momento formativo per
diffondere una nuova mentalità di fronte al lavoro, una
mentalità non solo guidata dai nuovi scenari mondiali e dalle
nuove congiunture, ma anche ispirata ai valori umani e cristiani della
responsabilità personale, della solidarietà e della
cooperazione.
Tre sono stati i livelli di formazione sperimentati in questi anni:
Il primo livello:
corso di base per giovani e giovanissimi, per una prima conoscenza dei
cambiamenti in atto e per la maturazione di nuovi atteggiamenti
propositivi di fronte al lavoro e alla sua ricerca.
Il secondo livello:
corsi residenziali specifici, volti all'acquisizione di competenze atte
a porre i giovani in condizione di attivarsi, in modi diversi, per la
ricerca e la creazione di lavoro (imprese giovanili, cooperative, stage
formativi...)
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